Insegnanti di Sostegno: i nuovi corsi Indire dividono famiglie e scuola

Il nuovo PEI

Il dibattito sulla formazione degli insegnanti di sostegno continua a essere al centro dell’attenzione. Con l’introduzione dei corsi Indire, destinati a chi ha già maturato tre anni di esperienza nel ruolo senza possedere una specializzazione, si delineano nuovi scenari che stanno facendo discutere e che dividono famiglie e scuola. Garantiranno una maggiore inclusione scolastica? I corsi, inizialmente previsti con 30 CFU, sono stati portati a 40, ma nonostante ciò le proteste delle associazioni restano accese e vivaci.
Il ministro Giuseppe Valditara ha convocato l’1° aprile scorso l’Osservatorio permanente per l’Inclusione Scolastica, dopo un lungo periodo di inattività. Tra le priorità discusse, emerge la necessità di un coordinamento efficace tra Indire, Università e Ministero per assicurare una preparazione adeguata agli insegnanti. Inoltre, si è sottolineato l’importanza di formare anche i docenti curricolari, imprescindibile per favorire una vera inclusione.

Un’altra novità riguarda la continuità didattica: le famiglie potranno richiedere la riconferma del supplente annuale sul sostegno, una misura che promette di ridurre la discontinuità educativa, oggi troppo frequente. Con quasi 359mila alunni con disabilità iscritti nelle scuole italiane, il sistema deve evolvere per rispondere alle crescenti esigenze.

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